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Intervista a Veronica Verona


Maurizio Papa

pubblicato il 27 ottobre 2017

Ecco le 10 domande chiave!

A tu per tu con Veronica Verona. Un'intervista per scoprire come nasce la sua passione per la formazione delle squadre di vendita e come trovare l'approccio giusto per affrontare situazioni diverse.

Veronica, puoi descrivere in breve in cosa consiste il tuo lavoro e qual è il tuo ruolo specifico?
Il mio lavoro consiste nel trasferire alle aziende il metodo per fare strategia e portare utile, con allo stesso tempo l'obiettivo di dare alle persone le tecniche giuste per ottenere maggiori risultati con minore sforzo. Il mio ruolo è quello di allenatore di capacità.

Da cosa nasce la passione per il tuo Lavoro? Ricordi un aneddoto in particolare che associ all'inizio della tua professione?
Sono cresciuta in mezzo alle aziende, mio padre ha un’azienda agricola e mio nonno una macelleria che poi è diventata uno stabilimento di lavorazione delle carni. Sin da piccola ho conosciuto le dinamiche aziendali, le difficoltà nella gestione dei collaboratori, l’importanza di un processo snello ed efficiente, compresa la necessità di una buona pianificazione e l’attenzione ai risultati. E da fuori capivo bene quali erano le cose da migliorare. Da mio nonno ho imparato a vendere, l’insegnamento più grande me l’ha dato con la sua sincera attenzione a ciò che diceva riguardo al cliente: “Con il cliente devi dire sempre le cose come stanno, dire no quando non puoi garantirgli il meglio e dire sì quando puoi, è semplice!”.

Il mondo delle aziende mi ha sempre appassionata, a 15 anni già compravo Il Sole 24 Ore (oggi sarei una nerd!) e leggevo anche ciò che non capivo. Sono sempre stata una persona curiosa, attratta da ciò che non so e questo mi ha dato un grande vantaggio nelle cose di tutti i giorni e all’università, dove sapevo rendere concreto, con esempi reali, ciò che i professori spiegavano. Mentre studiavo sono entrata nel mondo delle assicurazioni, il mio sogno era dirigere una rete di vendita, sogno che ho realizzato e che mi ha portato grandissime soddisfazioni. Ma per arrivare lì mi sono formata, tanto. Quando gestisci delle persone sai che otterrai dei risultati da loro solo quando:

  • gli darai un obiettivo in cui credere,
  • gli darai un motivo per raggiungere quell'obiettivo,
  • gli farai capire che si può fare,
  • li supporterai anche quando saranno in low performance e li riporterai in alto.

Gli 8 anni di esperienza nel mondo delle vendite mi hanno forgiata e hanno sviluppato in me una "fame di obiettivi”, una vera e propria sfida costante che mi ha fatto capire che solo conoscendo degli strumenti, avrei ottenuto risultati importanti. Ho quindi deciso di formarmi e investire su me stessa. Ho iniziato a studiare con Maurizio e in poco tempo i risultati del mio team sono passati dal 70% al 130%. Mi sono fidata del processo e ho messo in pratica ciò che stavo apprendendo. Ecco perché adoro il mio lavoro: perché io l’ho fatto/provato in prima persona e funziona.

Qual è l'aspetto del tuo lavoro che ti piace di più?
Addestrare le persone ad utilizzare delle tecniche che sono collaudate: funzionano! Adoro farlo per prima, dimostrare nella pratica che ciò che gli ho detto è efficace. Per questo, dopo la formazione in aula, affianco i miei corsisti sul campo: in vendita o in cuffia o nella gestione di riunioni.

A chi ti ispiri nelle vita e nel lavoro (hai dei mentori)?
Un mio grande punto di riferimento è Stan Martz, responsabile risorse umane del leader della GDO statunitense “Kroger Group”. L’ho conosciuto su LinkedIn e con una gran sfacciataggine gli ho chiesto se mi poteva aiutare a preparare un’aula sul cambiamento strategico. Lui mi ha risposto nel giro di un'ora e mi ha inviato tanto di quel materiale e supporto che non puoi immaginare. È il mio mentore perché, nonostante il ruolo che ricopre, mi ha fatto capire che ci sono delle cose che per qualcun altro possono fare la differenza(* si può spiegare meglio?). Inoltre è molto sensibile alla crescita dei fatturati collegata alla crescita delle persone. E di lui adoro la sua voglia di creare posti di lavoro.

Un’altra persona che stimo molto è Marcello Mancini, (fondatore e CEO di Performance Strategies). Di lui apprezzo l’ambizione di muoversi solo per fare cose di alto livello. Mi piace anche la sua voglia di guardare in grande e oltreoceano.

Nella vita personale invece... voglio creare io la donna a cui ispirarsi. Voglio essere una donna e una mamma che è capace di bilanciare bene carriera e famiglia. Le donne hanno bisogno di sapere che si può fare e io ci credo particolarmente.

Perché una persona dovrebbe scegliere te sul mercato?
Per il rapporto di fiducia che riesco ad instaurare. Quando entro in un’azienda le persone praticamente mi lasciano le chiavi di casa, divento una di famiglia. Si capisce che mi impegno finche non gli faccio ottenere ciò che vogliono! Non esiste sabato, domenica, 11 di sera, io ci sono sempre e lavoro per loro anche quando non sono in aula. Contatto costante, insomma è come se per i risultati che voglio portare l’azienda fosse mia.

Cosa pensi quando sei in aula davanti alle persone che ti ascoltano?
Penso che le persone imparano di più e meglio quando si divertono. Per questo coinvolgo in maniera attiva chi partecipa ai corsi, perché può essere l'evento capace di cambiare la loro vita. Racconto loro molto delle mie esperienze e della mia vita, perché credo che le persone abbiano bisogno di sapere che le difficoltà che stanno vivendo loro sul lavoro, tu le hai già vissute e superate. Credo che sia questo che lascia il segno, un bell’equilibrio tra umanità, competenza e casi reali.

Quali sono i tuoi punti di forza e quali le tue aree di miglioramento?
Punti di forza: energia, ascolto, coerenza fuori e dentro l’aula (una cosa che mi dicono in molti: “rimani la stessa persona, sia in aula mentre spieghi che fuori, ad evento finito”), mi diverto, mi piace e questo si nota. Altro punto di forza è la curiosità: ciò che non conosco mi attira al punto da doverlo approfondire.

Aree di miglioramento: mi lascio coinvolgere dagli obiettivi delle aziende con cui lavoro come se fossero mie, questo si traduce nel “non staccare mai la spina”. Capita di dovermi fermare per recuperare energia.

Quali sono le tue passioni nella vita?
Adoro la musica, è la mia porta di accesso alla meditazione, la ascolto per motivarmi, per darmi la carica prima della formazione in aula, per concentrarmi. Mi piace cucinare, credo sia un modo per dimostrare amore per le persone per cui prepari il piatto, la cucina per me è un’alchimia. Non seguo ricette, vado ad intuito, è come se entrassi nella frequenza di quel piatto e da lì capissi cosa ci sta bene e quanto. Tutto ciò che è bello è la mia passione, anche un gesto visto al semaforo! Due persone prese per mano, una coccola, due anziani che attraversano la strada. Mi piace osservare le persone per strada e ascoltare cosa si dicono dentro, sentire le loro voci, nel silenzio.

Puoi raccontare qualcosa del tuo background familiare e culturale?
Famiglia modesta: mio padre, 67 anni, grande lavoratore, porta avanti da solo un’azienda agricola, alleva bovini da carne e li nutre esclusivamente con foraggi che coltiva proprio lui, durante tutto l’anno. Mia madre, 62 anni, professoressa di matematica alle scuole medie, logica, molto logica! Il mio fratello maggiore, 36 anni, agente di polizia locale. Il mio fratellino, 24 anni, ha la sindrome di Down ed è la mia ragione di vita.

Qual è stato il tuo più grande successo finora?
Posso raccontare 2 grandi successi che ho raggiunto:
1. Dopo una lunga relazione finita male, aver costruito un presente con un’alta qualità di vita e potermi permettere di investire nel mio futuro.

2. Aver appreso velocemente questa professione e aver portato da subito grandi risultati nelle aziende. Soprattutto, non aver dato peso al fatto che avevo solo 27 anni ed in giro chi fa il trainer nelle aziende ne ha almeno 40.

Se dovessi descriverti in 3 aggettivi oggi, quali sarebbero?

  • Coraggiosa: metto il cuore al posto giusto e agisco;
  • Disciplinata: credo fortemente nel metodo e nella costanza;
  • Volitiva: quando voglio una cosa, quella cosa è già mia, è solo una questione di tempo.

Dove/come ti vedi tra 5 anni?
Sono un'imprenditrice, Upstairs è formata da 2 soci (me e Maurizio) e da 5 trainer professionisti. Ho creato nuovi posti di lavoro avviando delle start-up nel mondo dei servizi.

CI PRESENTIAMO

Ciao, siamo Maurizio, Veronica ed Andrea e attraverso il metodo Upstairs affianchiamo Manager, Titolari, Responsabili Commerciali, AD e figure chiave, orientandoli verso il raggiungimento di nuovi obiettivi aziendali attraverso percorsi di crescita su misura.

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